GERUSALEMME - "Il tentativo di far diventare santo Pio XII è inaccettabile". E' fermo il no di Isaac Herzog, ministro degli Affari Sociali di Israele, alla beatificazione di Papa Pacelli. "Durante il periodo dell'Olocausto il Vaticano sapeva molto bene quello che stava accadendo in Europa", ha detto Herzog in un'intervista ad Haaret'z ed ha poi spiegato: "Non vi è alcuna prova, per ora, di alcun provvedimento preso dal Papa come avrebbe richiesto lo status della Santa Sede".

Quindi il ministro, che è anche responsabile degli affari della Diaspora e dei rapporti con le comunità cristiane, ha affermato: "Il tentativo di far diventare santo Pio XII è una forma di "sfruttamento dell'oblio" rispetto a quei fatti e testimonia "una assenza di consapevolezza". "Invece di essere coerente con il verso biblico nel quale si afferma 'Tu non permetterai che si versi il sangue del vicino' - ha detto ancora il ministro - il Papa rimase in silenzio e forse fece anche peggio".

Si alza, quindi, il livello della polemica: le durissime parole non sono pronunciate questa volta da un esponente di una qualche organizzazione ebraica o da un rabbino, ma da un rappresentante del governo in carica di Israele. Le affermazioni di Herzog arrivano dopo settimane di tensione riguardo alla figura di Pio XII e ai ripetuti interventi del Papa e del Segretario di stato vaticano in difesa di Pacelli e del suo operato durante la seconda guerra mondiale.


Oltre alla presa di posizione pubblica di Benedetto XVI in favore di papa Pacelli, ha destato scalpore l'ipotesi che il pontefice non andasse in visita in Israele a causa della didascalia contenuta al memoriale della Shoah di Gersualemme, lo Yad Vashem, nella quale si leggono parole fortemente critiche verso Pio XII e il suo comportamento nel secondo conflitto mondiale.

La Santa Sede, attraverso il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha cercato di spegnere le polemiche specificando che Benedetto XVI ha deciso di approfondire ulteriormente l'analisi su Pio XII - rimandando quindi la beatificazione - e osservando che la didascalia allo Yad Vashem, pur assolutamente non condivisa dalla Santa Sede, non poteva considerarsi un ostacolo al viaggio del Papa.





e io aggiungo dall'autunno 1944 al 1947 il Servizio Informazioni del Vaticano, mascherato da aiuti umanitari (tutto documentato dal NRA-OSS, servizio informazioni USA nella seconda guerra mondiale) guidato dal cardinale Montini (futuro papa Paolo VI) ha fatto passare con i passaporti della CRI criminali di guerra del calibro di Adolf Eichmann, Klaus Barbie, il dott. Mengele medico responsabile di Auschwitz, nella ridente Argentina Peronista, facendosi pagare in oro sonante sporgo del sangue delle vittime dell'olocausto.

MA ALLA RAI QUESTE COSE SI DICONO O NO??????