E il preservativo che fine ha fatto?
di Pigi Mazzoli
(pubblicato in "Pride", 2004)

Su L'Espresso del 4 marzo 2004 è apparso a firma di Marta Erba un articolo dal titolo "Il contagio corre sul Web", con uno strillo in rosso che spiega "Aumentano le infezioni sessualmente trasmesse tra i gay americani. È Internet a favorire incontri ad alto rischio".
La tesi della giornalista è che l'anonimato intrinseco nella rete permette incontri con sconosciuti e che in caso di infezione non è possibile avvisare gli amanti perché di loro si possiede solo l'indirizzo di posta elettronica. Questo lei riferisce, addebitandolo al Cdc, l'Ente statunitense che tiene sotto controllo le malattie infettive. Dato che il 45% degli intervistati ha conosciuto il suo partner in Internet, questo significa che Internet è pericoloso. Mi sembra di sentire i discorsi triti di una volta secondo cui erano le dark-room a favorire l'AIDS. Allora obiettammo che era la mancanza di sesso sicuro a favorirne la trasmissione e non il luogo dove si era costretti a fare sesso.
In tutto l'articolo non si parla di sesso sicuro, come se non esistessero i preservativi, come se non si sapesse benissimo come evitare tutte le malattie veneree. D'altronde proprio negli Stati Uniti chiusero a suo tempo i bagni turchi, dove avvenivano gli incontri, pensando che questo avrebbe fermato l'epidemia. Ma sono così ingenui? O non sarà forse che ogni volta che esiste della reale libertà sessuale, anziché insegnare le norme igeniche, si approfitta delle malattie per chiudere tutto?
L'articolo si chiude con alcune osservazioni di Massimo Galli, infettivologo dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano, il quale correttamente spiega che è l'abbandono della pratica del sesso sicuro da parte dei giovani, che erroneamente credono che l'AIDS sia ormai sconfitto o comunque facilmente curabile, a favorire l'aumento di tutte le malattie a trasmissione sessuale. Sempre il medico si mostra dubbioso che questo aumento sia dovuto a Internet.
Già, ma un bel titolo sulla pericolosità della rete è molto più accattivante.
La parola preservativo non appare mai nell'articolo. La cattiva informazione è pericolosa per la nostra salute e per le nostre già poche libertà.
Una nota positiva, completa l'articolo una bella foto di un bacio appassionato fra due bei ragazzoni dalla testa rasata, fatta ad un Gay Pride.